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La via della salvezza

Negli studi si considerato diversi soggetti biblici in rapporto con Dio il Creatore, con l'uomo e con Satana.

Abbiamo considerato il popolo di Dio, che prima di Gesù Cristo era Israele, e ora e la Chiesa. Abbiamo visto anche dei concetti astratti, come la profezia, la morte e la risurrezione.

Ma non è ancora stato esaminato un argomento di fondamentale importanza, benché ad esso sia stato fatto allusione a più riprese: e la salvezza dell'uomo. L'uomo e responsabile davanti al suo Creatore, ma poiché non ha risposto a questa responsabilità, si pone una domanda quanto mai pertinente: "Come può dunque l'uomo essere giusto dinanzi a Dio?" (Gb. 25:4). La vera salvezza non è solo un perdono temporaneo e ancora meno una cancellazione semplice di colpevolezza. Dio è perfettamente giusto e non può ammettere alla sua presenza chi non è giustificato. È proprio a questa giustificazione che ci conduce la via della salvezza che il Messaggio di Dio ci fa conoscere.  

La grazia

Contrariamente a ciò che le religioni umane propongono, il punto di partenza della via della salvezza non è negli sforzi dell'uomo. È Dio che ha preso l'iniziativa, per pura grazia, per amore. Ancora prima che il mondo fosse creato, nella sua perfetta conoscenza aveva concepito il piano della nostra salvezza. Dio, oltre che giusto e santo, e anche amore. Non voleva dunque che la Sua creatura se ne andasse alla perdizione eterna senza offrirle il mezzo con il quale potesse ottenere la salvezza eterna. Questo mezzo e il dono del suo Figlio che, subendo il suo giudizio sulla croce, ha preso su di sé la colpa dell'uomo. Vedremo questo più da vicino in un paragrafo successivo. La grazia e dunque questa disposizione del cuore di Dio che vuol fare tutto per salvare l'uomo dalla situazione nella quale lo ha posto la sua disubbidienza. Dio non può essere preso alla sprovvista, per cui "avanti i secoli" che la sua grazia" ci è stata data in Cristo Gesù" (2Ti. 1:9), prima ancora che noi fossimo creati e cadessimo nel peccato. La manifestazione evidente di questa grazia di Dio è avvenuta il giorno della morte di Cristo Gesù sulla croce del Calvario, e ogni volta che il Messaggio annuncia questa grazia offerta a chiunque crede. Basata sull'opera di Gesù Cristo che ha portato i nostri peccati nel Suo corpo sulla croce, la grazia di Dio non contraddice per nulla la sua giustizia e la sua santità.

Anzi, essa testimonia della piena sufficienza dell’Opera e della perfetta giustizia del Dio santo che ha fatto cadere il castigo contro il peccato sul suo stesso Figlio, quando si e caricato delle nostre colpe. Molto prima della venuta di Gesù Cristo, lo Spirito di Dio lasciava intuire al credente che la grazia un giorno sarebbe stata offerta all'umanità colpevole.

Elihu, nel racconto del libro di Giobbe, può dire a questo patriarca: "Se, presso all'uomo, v'è un angelo, un interprete... Iddio gli farà grazia e gli dirà: Risparmialo, che non scenda nella fossa! Ho trovato il suo riscatto" (Gb. 33:23-24). Persino nel momento in cui dà la legge, l’Eterno lo proclama davanti a Mosè: "L'Eterno! l’Eterno! l'Iddio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà" (Es. 34:6). La grazia e dunque uno dei caratteri di Dio stesso, carattere che ha trovato nel peccato dell'uomo l'occasione per manifestarsi.

La fede

"È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, e il dono di Dio" (Ef. 32:8). Se la grazia e la mano che dona, la fede e quella che riceve. Quando queste due mani si incontrano, la salvezza e ottenuta. È ottenuta come un dono di Dio per il quale il peccatore salvato non può far altro che lodarlo e ringraziarlo. Molte domande sono state poste riguardo alla fede. Se ne possono dare varie definizioni, ma solo il Messaggio di Dio può fornire delle risposte soddisfacenti. Cerchiamo dunque in esso la vera risposta riguardo alla fede. Premettiamo che la fede non ha nulla a che vedere con l'essere creduloni e che non è nemmeno una potenza che ci permetterebbe di far agire Dio secondo la nostra volontà. Qual e dunque la definizione della fede secondo le Scritture? Il versetto che ne esprime il concetto in modo più conciso è forse questo: "Chi ha ricevuto la sua testimonianza (cioè la testimonianza di Gesù Cristo) ha suggellato che Dio e verace" (Gv. 3:33). Un altro passo sovente citato per dare una definizione della fede è: "La fede e la certezza delle cose che si sperano, dimostrazione (o, secondo una traduzione più letterale, convinzione) delle cose che non si vedono" (Eb. 11:1). Qui e messa in evidenza la fiducia nelle promesse di Dio, promesse il cui compimento non è ancora visibile. Quando il Messaggio di Dio dichiara una cosa, siamo tenuti a considerarla vera. La nostra capacità è limitata, per cui non possiamo capire tutto; se pero crediamo, un giorno capiremo. Quest'ultimo pensiero ci porta a considerare la contrapposizione che spesso si fa fra l'intelligenza e la fede.

Interpretando in modo distorto la frase di Gesù: "Io ti rendo lode, o Padre, ... perché hai nascoste queste cose ai savi e agl'intelligenti e le hai rivelate ai piccoli fanciulli, si dice che bisognerebbe far tacere la propria intelligenza per poter accettare la Parola di Dio. Ma non è del tutto vero. Il Messaggio si rivolge non solo al nostro cuore ma anche alla nostra mente; infatti ci dice: "Ascoltatemi tutti, ed intendete" (Mr. 7:14). Agire come un "piccolo fanciullo" significa dare piena fiducia a chi ci parla, ricevere ciò che ci dà. Invece, chi fa dei ragionamenti basati sulla pretesa di sapere e poter capire, si pone al di sopra di Dio stesso, dunque al di fuori della sfera della sua grazia. Il discepolo Pietro poteva dire a Gesù: "Noi abbiamo creduto ed abbiamo conosciuto che tu sei il santo di Dio" (Gv. 6:69). E ancora e scritto: "Per fede intendiamo..." (Eb. 11:3).

Cosi dunque la fede, anziché essere credulità, e proprio ciò che l'uomo, creatura intelligente, manifesta riguardo al suo Creatore. Come la recettività una prova d'intelligenza da parte di un allievo, così lo e anche la fede da parte dell'uomo. L'allievo impegnato ascolta e riceve le lezioni del suo professore, allo stesso modo chi crede a Dio impara a conoscere ciò che il divino Maestro gli insegna.

La salvezza

Da questi due concetti, la grazia di Dio e la fede che la riceve, risulta la liberazione dell'uomo caduto sotto il dominio del male. Fin dai tempi più antichi, la via della salvezza passa per questi due punti inseparabili: la grazia da parte di Dio e la fede da parte dell'uomo. La cosa e ben evidente nella stona di Abrahamo quando è detto: "Egli credette all'Eterno, che gli conto questo come giustizia" (Ge. 15:6). Sotto il regime della legge data da Dio a Mosè al Sinai, benché l'ubbidienza a questa legge sia stata la condizione per essere accettato davanti a Dio, nessuno ha potuto Soddisfarne le esigenze. Al l'Israelita pio era stata data la possibilità di avvicinarsi a Dio mediante il sacrificio di una vittima. Questo era già un'anticipazione dei Sacrificio perfetto di Gesù Cristo che avrebbe poi Offerto sé stesso come vittima espiatoria. Il rituale istituito dalla legge di Mosè comportava numerosi sacrifici di animali. Tutti prefiguravano il Sacrificio di Gesù Cristo alla croce del Calvario.

Con questo Dio voleva già mostrare che il peccato nel quale l'uomo e caduto gli impediva totalmente di avere una relazione con Lui, unica sorgente di felicita e di vera vita; per cui era necessario che una vittima morisse al posto dell'uomo peccatore. Cosi dunque, nel corso degli anni, lo stesso rituale continuava, pur mostrando tutta la sua insufficienza. Ma Cristo e venuto per compiere la legge.

In effetti, tutto ciò che i riti dell'Antico Patto rappresentavano e stato realizzato in modo perfetto dal Signore Gesù. Non soltanto la vita di Gesù e stata conforme alla legge divina, ma la punizione che la legge formulava e stata subita dal Signore quando ha preso su di sé la nostra colpevolezza. Nulla rende necessario la ripetizione dell'opera della croce e nulla può esserle aggiunto. "Noi siamo stati santificati mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre" (Eb. 10:10)

 

Per essere consapevoli di avere bisogno di salvezza, dobbiamo prima di tutto accettare il fatto che siamo perduti. Se ci basiamo sui nostri sforzi per correggere i nostri difetti e migliorare la condotta, andremo incontro a un doloroso fallimento. Presto o tardi dovremo ricominciare senza mai arrivare a una vera liberazione. Chi ha fatto quest'esperienza deve dire come l'apostolo Paolo: "Misero me uomo, chi mi libererà?" (Ro. 7:24). È allora che la mano soccorritrice del Salvatore potrà essere afferrata, quella mano trafitta alla croce. Allora il cuore riceverà la meravigliosa dichiarazione del Signore Gesù: "Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma e passato dalla morte alla vita" (Gv. 5:24). Si, passa dalla morte alla vita, cioè salvato dallo stato di morte morale e dalla condanna eterna che ne e la conseguenza, e introdotto in una nuova sfera, quella della vita eterna.

 

Conclusione

Non è sufficiente conoscere una strada che porta a una certa località; se non la si percorre, non vi si arriverà mai; allo stesso modo, non basta conoscere la verità del Messaggio che riguarda la salvezza, ma bisogna accettarla con tutto il cuore. L'offerta della salvezza e per tutti, il prezzo e già stato pagato. Essa è assoluta mente gratuita. Dio e amore e non vuole che l'uomo perisca; per questo fa proclamare il Messaggio, questa "buona notizia" che ci dice: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna'' (Gv. 3:16). Molti trovano questa parola troppo semplice e non vogliono accettare una salvezza che costa così poco. Eppure il costo e stato altissimo: la vita di Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Nessun essere umano avrebbe potuto riscattare sé stesso e tanto meno riscattare suo fratello, perché il riscatto troppo prezioso e nessuno potrà mai pagarlo, come dice il Salmo 49:7-8. Ma ciò che l'uomo non avrebbe mai potuto fare, l'ha fatto Dio per mezzo di Gesù Cristo. Accettiamo semplicemente questa grande salvezza offerta ancora oggi, dicendo "Si" a Gesù Cristo il Salvatore che Dio ci ha donato.