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La Riforma nei vari paesi

In Svizzera, la storica terra della libertà, la Riforma venne iniziata da Zwingli e proseguita da Calvino. Dall'unione dei loro seguaci (1549) risultò la Chiesa Riformata. Le loro riforme furono più radicali di quelle di Lutero.

Lo zurighese Zwingli (1484-1531), verso il 1516 giunse alla convinzione che la Bibbia era il mezzo per purificare la Chiesa e nel 1525 Zurigo accettava ufficialmente il suo insegnamento. Le chiese abolirono gradualmente le indulgenze, le messe, il celibato, le immagini, usando come unica autorità la Bibbia.

Il francese Giovanni Calvino (1509-1564) accettò gli insegnamenti della Riforma nel 1533, e cacciato dalla Francia nel 1534, si recò a Ginevra nel 1536. Quivi la sua Accademia divenne centro del protestantesimo, attirando studiosi di molti paesi.

Nei Paesi Bassi la Riforma venne accettata presto, dapprima il Luteranesimo e quindi ii Calvinismo, mentre già numerosi vi erano gli anabattisti. Tra il 1513 ed il 1531 vennero pubblicate 25 diverse traduzioni della Bibbia in olandese, fiammingo e francese. I Paesi Bassi erano parte del dominio di Carlo V che nel 1522 vi stabilì l'Inquisizione ed ordino di bruciare tutti gli scritti luterani. Nel 1525 proibì tutte le riunioni religiose nelle quali veniva letta la Bibbia e nel 1546 ne proibì la stampa, fosse essa la Volgata o traduzioni. Inoltre nel 1535 decretò il rogo per gli anabattisti. Filippo II (1566-1598) successore di Carlo V rimise in vigore gli editti di suo padre e con l’aiuto dei Gesuiti prosegui la persecuzione con furia ancora maggiore. Con una sentenza dell'Inquisizione l’intera popolazione veniva condannata a morte e sotto Carlo V e Filippo II vennero massacrate con incredibile brutalità più di 100.000 persone. Alcune venivano incatenate vicino al rogo ed arrostite lentamente fine a morire, altri venivano buttati nelle segrete, fustigati e torturati sulla ruota prima di essere arsi vivi. Delle donne vennero sepolte vive, fatte entrare in bare troppo piccole per contenerle e quindi calpestate sotto i piedi degli esecutori. I protestanti dei Paesi Bassi conquistarono nel 1609 dopo incredibili sofferenze la loro indipendenza. Al Nord l’Olanda diveniva protestante, a Sud il Belgio diveniva cattolico. L'Olanda fu il primo paese che istituì scuole pubbliche sostenute con le tasse, e che legalizzò i principi della tolleranza religiosa e della libertà di stampa.

In Scandinavia il luteranesimo venne introdotto sin dagli inizi e venne fatto religione di stato in Danimarca (1536)), Svezia (1539) e Norvegia (1540). Cento anni dopo, Gustavo Adolfo (1611-1632), re di Svezia, rese un distinto servigio annullando i tentativi di Roma per schiacciare la protestante Germania.

In Francia gli insegnamenti di Lutero erano già penetrati nel 1520, e nel 1559 vi erano circa 400.000 protestanti. Essi venivano chiamati ugonotti. La loro sincera pietà e purezza di vita erano in stridente contrasto con la vita scandalosa del clero di Roma. Nel 1557 papa Paolo IV ne richiese lo sterminio ed il re emise un decreto per il loro massacro, ordinando a tutti i sudditi leali di aiutare a dar loro la caccia.

La notte di San Bartolomeo: Caterina de Medici, madre del re, ardente cattolica e strumento docile nelle mani del papa, diede l'ordine, e la notte del 24 agosto 1572, vennero trucidati 70.000 ugonotti, tra i quali la maggior parte dei loro capi. A Roma vi fu grande tripudio, ed il papa ed il collegio dei cardinali si recarono in solenne processione alla chiesa di San Marco, dove venne cantato un Te Deum di ringraziamento. II papa fece coniare una medaglia commemorativa del massacro ed invio a Parigi un cardinale per recare al re ed alla regina madre le congratulazioni del papa e dei cardinali.

Le guerre degli ugonotti: A seguito del massacro di San Bartolomeo, gli ugonotti si riunirono armandosi per la resistenza, finché infine nel 1598, con I‘Editto di Nantes veniva loro riconosciuta libertà di coscienza e di culto. Papa Clemente VIII definì l'Editto di Nantes «una abominazione» e dopo anni di lavoro sotterraneo compiuto dai Gesuiti, I'Editto venne revocato nel 1685 e 500.000 Ugonotti fuggirono in paesi protestanti.

La Rivoluzione Francese, cento anni dopo (1789), rappresentò una delle più tremende convulsioni della storia. II popolo imbestialito dalla tirannide della classe dominante (tra cui il clero, padrone di un terzo della terra, ricco, pigro, immorale e spietato verso i poveri) si sollevò in un regno di terrore e di sangue, abolì il governo, chiuse le chiese, confiscandone le proprietà e soppresse il cristianesimo e la domenica. Napoleone ristabilì la Chiesa, ma senza proprietà, concedendo nel 1802 tolleranza a tutti, ponendo in tal modo quasi fine al potere politico dei papi in tutti i paesi.

In Boemia, nel 1600, su di una popolazione di 4 milioni, l'80 per cento era protestante, ma quando gli Asburgo e i Gesuiti ebbero terminata la loro opera rimaneva una popolazione di sole 800.000 persone, tutti cattolici.

In Austria e Ungheria, meta della popolazione era protestante, ma sotto gli Asburgo e i Gesuiti, essi furono massacrati.

In Polonia, alla fine del XVI secolo sembrava che il cattolicesimo stesse per essere spazzato via completamente, ma anche qui con la persecuzione i Gesuiti annientarono la Riforma.

In Italia, il paese del papa, la Riforma stava per fare presa, ma l'Inquisizione si pose all'opera e non venne quasi lasciata traccia di protestantesimo.

 

In Spagna la Riforma non fece mai molto strada perché l'Inquisizione era già sul posto. Ogni tentativo di libertà o di pensiero indipendente fu schiacciato da una mano spietata. Torquemada (1420-1498), un monaco domenicano, inquisitore capo, bruciò in 18 anni 10.200 persone, condannandone al carcere a vita altre 97.000. Le vittime venivano di solito arse vive nella pubblica piazza, fornendo l'occasione per feste religiose. Dal 1481 al 1808 vi furono almeno 100.000 martini ed un milione e mezzo di esiliati. Nel XVI e XVII secolo l'Inquisizione estinse la vita letteraria in Spagna e pose la nazione quasi al di fuori della sfera della civiltà europea. Agli inizi della Riforma, la Spagna era il più potente paese del mondo e la sua attuale, trascurabile posizione tra le altre nazioni mostra cosa possa fare il papato di una nazione.

L'Invincibile Armada spagnola (1588): Una defilè caratteristiche della strategia gesuitica fu il tentativo di rovesciare le nazioni protestanti. Papa Gregorio XIII non lasciò nulla di intentato per spingere Filippo II, imperatore e re di Spagna, a muovere guerra alla protestante Inghilterra. Sisto V, divenuto papa mentre andava maturando l'impresa, ne fece una crociata (offrendo cioè indulgenze a chi vi avesse preso parte). A quell'epoca la Spagna aveva la più potente marina che avesse mai solcato i mari, ma la orgogliosa Invincibile Armada venne sconfitta nel Canale della Manica. «La vittoria dell'Inghilterra rappresentò la svolta decisiva nel grande duello tra protestantesimo e cattolicesimo romano, assicurando alla causa protestante non solo Inghilterra e Scozia, ma Olanda, Germania Settentrionale, Danimarca, Svezia e Norvegia». (Jacobs).

In Inghilterra vi fu dapprima rivolta e quindi riforma. Sin dai giorni di Guglielmo il Conquistatore (1066) vi erano state ripetute proteste contro il controllo papale sull'Inghilterra. Enrico VIII (1509-1547) credeva, come i suoi predecessori, che la Chiesa inglese dovesse essere indipendente dal papa. II suo divorzio non fu la causa, ma l'occasione del distacco da Roma. Enrico VIII non era un santo, ma nemmeno lo era il papa dell'epoca, Paolo III, che aveva moglie e figli illegittimi. Nel 1534 la Chiesa d'Inghilterra ripudiò nettamente l’autorità papale e si diede vita autonoma sotto la guida dell'arcivescovo di Canterbury che era allora Thomas Cranmer, iniziando sotto di lui la Riforma. Vennero aboliti i monasteri per motivi di moralità. Nelle chiese venne posta la Bibbia in inglese ed il libro di preghiere in inglese, e le chiese vennero liberate di molte pratiche cattoliche. Dalla Chiesa d'Inghilterra vennero poi i puritani ed i metodisti.

In Scozia: La storia della Riforma Scozzese a la storia di Giovanni Knox.

Giovanni Knox (1515-1572) era un sacerdote scozzese, che verso il 1540 cominciò a predicare idee riformate. All'ascesa al trono della sanguinaria Maria (1553), egli si recò a Ginevra dove assorbi profondamente l'insegnamento di Calvino. Nel 1559 venne richiamato in Scozia dalla Camera dei Lord Scozzesi, per divenire capo del movimento nazionale di riforma. La situazione politica fece della Riforma della Chiesa e dell'indipendenza nazionale un solo movimento. Maria, regina di Scozia, aveva sposato Francesco II, re di Francia, figlio di Caterina de' Medici (la cui fama a legata al massacro di San Bartolomeo). Scozia e Francia erano così alleate, essendo le loro corone unite dal matrimonio. La Francia era decisa a distruggere il protestantesimo, e Filippo II, re di Spagna, insieme ad altri romanisti tramava l’uccisione della regina Elisabetta, per porre sul trono inglese Maria regina di Scozia. Papa Pio V aiuto il piano, emanando una Bolla con la quale scomunicava Elisabetta e liberava i suoi sudditi dall'obbligo di fedeltà (significante, secondo l’insegnamento dei Gesuiti, che il suo assassino avrebbe commesso un servizio a Dio). Quindi finché era sotto il controllo francese, non vi era alcuna possibilità di riformare la Chiesa Scozzese. Giovanni Knox era certo che il futuro del protestantesimo era legato ad una alleanza tra l'Inghilterra protestante e la Scozia protestante. Egli si rivelò mirabile condottiero: nel 1560 veniva istituita la Chiesa Riformata e nel 1567 con l’aiuto dell'Inghilterra i francesi venivano cacciati ed il cattolicesimo romano era spazzato via più completamente che in qualsiasi altro paese. Giovanni Knox fece della Scozia in gran parte quella che essa a tuttora.