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La religione più pericolosa

Torniamo ancora a parlare di religione. La religione, come abbiamo visto, è un mezzo per tranquillizzare la propria coscienza. Si tratta quindi soltanto di un mezzo, anche se tale mezzo può talvolta essere crudele.

Alla domanda di quale religione io stia parlando, devo rispondere: "Di tutte le religioni!" Anche la religione migliore non è altro che un mezzo per raggiungere uno scopo, e per questo, in ultima analisi, è priva di valore. La religione, in realtà, è persino pericolosa.

Karl Marx dichiarò che la religione è l’oppio dei popoli. Molti sono stati irritati da tale osservazione, ma sono convinto che essa corrisponda alla verità. Cos’è l’oppio? È una sostanza stupefacente, cioè una sostanza anestetica, antidolorifica, tranquillante. Una sostanza, quindi, che occulta il vero stato di una persona. Karl Marx però dedusse qualcosa di errato dalla sua osservazione.

Per dimostrarlo vorrei fare un esempio: qualcuno ha mal di denti. A causa del suo dente cariato sarebbe dovuto andare dal dentista già molti mesi fa e così ora prova dei dolori allucinanti. Visto che sta per partire per le ferie, si procura un antidolorifico molto forte, che prende quattro volte al giorno. Improvvisamente i dolori sono come spazzati via, non ci sono più. Quella persona si sente in gran forma, può nuovamente mordere e masticare e si sente a posto. Ma il suo dente resta comunque cariato. Il suo stato non è cambiato.

Lo stesso discorso vale per la religione. Ognuno di noi è un peccatore perduto e il nostro peccato ci separa da Dio. Qualche volta compiamo delle azioni che la nostra coscienza definisce sbagliate. Sentiamo che essa ci rimprovera, perché il peccato è qualcosa di molto grave che provoca un forte malessere, più di una malattia. A questo punto ognuno di noi si rivolge alla propria religione, visto che tutti abbiamo una religione. In questa situazione di bisogno si diventa praticanti, tanto che la religione inizia veramente a sortire un effetto: la coscienza sporca sparisce. Il peccato però rimane. Questo è tragico!

È come se si curasse il dente malato con un antidolorifico. Non si sente più il dolore, ma la carie nel dente rimane. Milioni di persone agiscono così con tantissime religioni diverse. Riescono a non sentire più i rimproveri della coscienza, ma il peccato rimane. Il loro stato di perdizione non cambia minimamente.

Vorrei fare un’osservazione che potrebbe irritare molti. Ciò che dico, però, è vero: la religione più pericolosa di tutte è la religione cristiana, la cosiddetta religione cristiana. Il suo effetto è così buono, la sua azione è così valida, che molti pensano di aver scelto, con la religione cristiana, la strada migliore che esista. Essere dei cristiani praticanti è molto tranquillizzante, ma il nostro stato di peccatori perduti non cambia affatto. Il nostro peccato rimane, malgrado il "tranquillante" che abbiamo preso.

Cos'è la religione cristiana?

Dopo pochi giorni dalla nascita, i bambini generalmente vengono battezzati. I genitori si sentono tranquilli, ormai tutto è a posto: il bambino non è più un pagano, bensì un cristiano. Il neonato non è ancora in grado di pensare, ma è già battezzato. Più tardi farà la prima comunione e la cresima. Perché si compiono tutti questi riti? Dov’è scritto nella Bibbia che bisogna farli? Non mi si può venire a dire che sto parlando contro la chiesa o che ne sto parlando male. Voglio soltanto far capire quanto sia pericoloso aggrapparsi esclusivamente a delle forme esteriori.

Quando a vent’anni mi sono convertito e ho cominciato a leggere la Bibbia, ho cercato inutilmente un accenno della mia amata confermazione (rito protestante paragonabile alla cresima, N.d.T.). Non ho trovato nemmeno un versetto che ne parlasse e così ho dovuto riconoscere che si tratta di un’invenzione della Chiesa protestante e che Dio non ha mai ordinato un rito del genere. La confermazione, come la cresima, è stata inventata in un preciso momento storico e introdotta quindi tra i riti religiosi. Alcuni hanno pensato che si trattasse di una cerimonia valida e così si è continuato a praticarla. Nella Bibbia, non vengono menzionati neanche una volta.

Lo stesso vale per il matrimonio cristiano. Si è sposati nel momento in cui si pronuncia il proprio "sì" di fronte all’autorità competente. I cristiani sentono inoltre il bisogno di chiedere la benedizione divina. Siamo contenti di poterlo fare nelle nostre chiese cristiane ed è giusto che sia così. Quale cristiano non sente forse questo desiderio? Ma pensare di essere a posto e che tutto finirà bene per il semplice fatto di essere stati battezzati, cresimati o confermati, sposati con rito cristiano, di essere impegnati nel coro della chiesa e di avere alla fine un funerale religioso, è sbagliato. Tutte queste attività religiose possono tranquillizzarci (come l’antidolorifico nel caso del mal di denti), ma non ci salvano.

Se studiamo attentamente tanti riti religiosi, dobbiamo ammettere che la maggioranza di essi non sono nemmeno nominati nella Bibbia. Si tratta di azioni cristiane compiute in buona fede, ma non hanno nulla a che fare con la salvezza dell’anima. Ciò che mi salva, ciò che mi garantisce il paradiso è tutt’altro. La maggioranza della gente però non se n’è mai occupata, perché si è fatta tranquillizzare dalla religione cristiana.

Il frutto della religione cristiana

La Germania, l’Austria, l’Italia, la Francia e tante altre nazioni sono considerate cristiane. Questa definizione però è falsa. La Germania, per esempio, non è affatto una nazione cristiana. Il novantacinque per cento dei tedeschi non va mai in chiesa. Questo è il frutto della religione cristiana! I cosiddetti popoli cristiani hanno il più alto tasso di divorzi. Un marocchino che subisce delle ingiustizie a Roma dirà che i "cristiani" lo hanno deluso. Com’è la situazione nei nostri paesi definiti cristiani?

Una volta, diverso tempo fa, mi trovavo dal barbiere. Abbiamo conversato e quell’uomo aveva un vocabolario veramente spaventoso. Usava delle parole che è meglio non ripetere. Sapevo che si chiamava "De Bono". Quando il suo lavoro fu terminato e pagai gli dissi: "Signor De Bono, in questo periodo facciamo una campagna d’evangelizzazione in città. Io sono stato un’ora e mezza seduto qui da lei. Ciò corrisponde più o meno alla durata dei nostri incontri, con la differenza che costano meno. Se lei vuole, sono gratuiti. Vorrei invitarla a venire questa sera da noi." Gli avevo parlato gentilmente, lo avevo invitato dandogli anche il programma. A quel punto però il barbiere iniziò a parlare male della chiesa, dei religiosi, di Dio e di tutto ciò che è cristiano. Alla fine gli dissi: "Signor De Bono, lei ha un bel cognome, ma parla veramente male. Preferirei si chiamasse Malvisi ma parlasse un po’ meglio." Seguirono un paio di osservazioni e poi uscii tristemente dal negozio.

Quando mi trovai fuori, mi resi conto che quell’episodio poteva illustrare una profonda verità. Ci si può chiamare "Nobile" ed essere ugualmente uno straccione. Si può avere una religione cristiana, ma non avere alcun interesse per l’evangelo. Si può dire: "Siamo tutti cristiani!", ma essere molto distanti da Gesù e dalle sue norme, servire il diavolo invece di Cristo e non mostrare la minima volontà di seguirlo. Si può essere un cristiano puramente nominale.

Ti prego, caro lettore, sii veramente onesto di fronte a questo punto: a cosa può servire una maschera? Dio non si limita certo ad osservare la nostra facciata, ma guarda molto attentamente a cosa si nasconde nel nostro intimo.

Egli non pronuncerà il suo giudizio sul nostro aspetto esteriore, ma giudicherà ciò che siamo stati realmente. Forse sei stato battezzato, ma non hai ricevuto la vita in Dio. Nella Bibbia è scritto: "Hai il nome di vivere e sei morto" (Ap. 3:1).

Forse affermi di essere religioso e io non voglio assolutamente metterlo in dubbio. Mandi i tuoi figli all’ora di religione e al catechismo e hai sempre tenuto molto al fatto che fossero battezzati. Speri inoltre che si sposino con il rito religioso, per paura di ciò che potrebbero dire i parenti, e che a loro volta faranno battezzare i figli che avranno. Alla fine dei loro giorni riceveranno poi l’estrema unzione e avranno un funerale cristiano. Forse in quell’occasione verrà ricordato il loro impegno religioso e tutti penseranno che sicuramente hanno meritato un posto d’onore in paradiso. Ma ci rendiamo conto che si tratta di un ragionamento assurdo? Molti sono religiosi, ma non sono convertiti, non sono nati di nuovo, non hanno la certezza di essere salvati, non hanno mai preso una chiara decisione per Gesù Cristo. La loro condizione è a dir poco drammatica.

Vorrei far presente alcune cose con tutta franchezza. Lo faccio con amore, perché vorrei aiutarti e ti prego, lettore, di credermi. Non c’è persona al mondo a cui io sia più riconoscente che a quella che un giorno ha avuto il coraggio di strapparmi la maschera dal viso e di dirmi tutta la verità.

I tre elementi che costituiscono la religione

La religione è quasi sempre costituita da tre elementi. Facci caso! Prima di tutto essa si occupa di oggetti inerti, in secondo luogo di leggi e prescrizioni che non si trovano nella Bibbia e in terzo luogo di persone che spesso sono defunte. Vorrei citare alcuni esempi: 

1. Oggetti inerti

Mi ricordo come se fosse oggi di quando stavamo seduti davanti all’albero di Natale, addobbato e lucente, e cantavamo: "Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo..." e subito dopo ci precipitavamo sui regali. Era una delle feste cristiane più importanti dell’anno.

C’è gente che porta al collo una catenina con il crocifisso. Sono belle, mi piacciono, ma se il rapporto di quelle persone con la croce si limita a ciò, esse sono veramente misere.

C’è persino gente che si addormenta con un crocifisso sotto al cuscino, convinta che se dovesse morire quella notte, andrebbe sicuramente in paradiso. Crede che quella croce la possa salvare e non si rende conto che si tratta di una terribile superstizione.

Ci sono poi delle persone che fanno dei pellegrinaggi in luoghi sacri per baciare un crocifisso, pensando che si tratti di un pezzo di legno particolarmente santo. Quale assurdità! Eppure tutto ciò è religione. La religione ha a che fare con oggetti inerti, con luoghi sacri, con reliquie, ecc.  

2. Leggi e prescrizioni

Il secondo elemento che caratterizza la religione sono le leggi e le prescrizioni che non si trovano nella Bibbia. Tanti non mangiano carne il venerdì e pensano di fare così un piacere a Dio. Avrebbero la coscienza sporca se mangiassero carne quel giorno. Come si può arrivare a quest’idea? Personalmente penso che sia positivo rinunciare alla carne per un giorno o anche più giorni alla settimana. Ormai sappiamo che dal punto di vista medico una tale abitudine è molto più sana per il nostro organismo. Ma se cerchiamo di giustificare questo comportamento in modo religioso e pensiamo di rendere un servizio a Dio rinunciando alla carne, ci sbagliamo di grosso. L’Iddio vivente non ha nulla a che vedere con questo genere di prescrizioni.  

3. Uomini

Come terzo elemento costitutivo della religione ho già nominato gli uomini, in particolare quelle persone in cui si pone la propria fiducia. Non ci fidiamo di Gesù Cristo, ma ci affidiamo agli uomini e spesso ai defunti.

Qualcuno disse una volta: "Mio zio era prete, mio cognato è prete. Dio sicuramente ne terrà conto, no?" Anche qui ci troviamo di fronte ad un ragionamento senza senso e a delle pretese assurde. Di fronte a Dio, tutto questo non ha il minimo valore. Eppure tutto questo è religione!

C’è un buon numero di preti e pastori che sono miei amici, io stesso predico in diverse chiese. Non voglio parlare male delle chiese, voglio soltanto cercare di spiegare cosa sia la religione. La religione, la religione morta non è altro che un mezzo per raggiungere uno scopo, per tranquillizzare la propria coscienza. Pur essendo religiosi si può morire senza conversione, senza nuova nascita, senza salvezza, senza aver mai messo a posto la nostra vita di fronte a Gesù Cristo.

La religione ha a che fare con degli oggetti inerti, con prescrizioni che non si trovano nella Bibbia e con persone a cui ci si affida e in cui si pone la propria fiducia.

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