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Giubileo Le indulgenze

Le indulgenze sono strettamente il condono delle pene canoniche, che la chiesa suole imporre ai penitenti contriti, confessi e assolti, quale espiazione delle loro colpe.

Fin dal secolo IX si generalizzo l'idea che i guerrieri caduti combattendo contro gli infedeli nelle grandi invasioni islamiche erano liberati da ogni pena dovuta alla chiesa: quale pena più grande e nobile che la morte sul campo difendendo la fede? Cosi la promessa della remissione di tutte le pene temporali accompagno i crociati che partivano per la guerra santa. 

Il condono veniva esteso pure alle pene del purgatorio, considerate come un supplemento di pena temporale per le anime già pentite e virtualmente salve. Il privilegio della esenzione dalle pene canoniche si estese in seguito a coloro che, non potendo partire personalmente per le crociate, armavano a loro spese un corpo di truppe. Dopo il fallimento delle crociate, l’istituzione dei giubilei (Bonifacio VIII, 1300) offri una larga occasione ai perdoni papali: coloro che venivano in pellegrinaggio a Roma, visitavano piamente le basiliche, si confessavano con cuore veramente pentito, potevano ricevere «l’assoluzione dalla colpa e dalla pena»: s'intende, dalla colpa, per la loro contrizione e confessione, dalla pena per graziosa concessione papale (l'indulgenza propriamente detta). Quindi le indulgenze vennero concesse a coloro che, non potendo compiere materialmente il pellegrinaggio, facevano una cospicua oblazione alla chiesa. Cosi l’idea della commutazione delle pene canoniche contro offerte in denaro entra nell'uso, e la chiesa ricorse sovente a questa cospicua fonte di guadagni. La dottrina teologica secondo cui la chiesa, nelle indulgenze, attribuisce ai peccatori Ia sovrabbondanza dei meriti dei santi, che costituiscono il «tesoro della chiesa» risale al teologo francescano Alessandro Alesio (di Hales, Inghilterra, m. 1245).