Le origini del risveglio pentecostale
“Fratelli miei, mi è stato riferito…che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?” (1Co. 1:11-13).
Questo articolo pubblicato dalle comunità ADI o “tuttolevangelo” come si identificano ultimamente, esordisce:
“Al capitolo 2 degli Atti degli apostoli dal verso 1 al 4, la Parola dice che, nel giorno della pentecoste i discepoli di Gesù erano tutti insieme in un medesimo luogo. All'improvviso un suono come di vento impetuoso riempì quel luogo, e tutti furono ripieni dello Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue. Questa discesa dello Spirito Santo era stata già predetta da Giovanni Battista, infatti al capitolo 3 verso 11 del vangelo di Matteo dice: "Ben vi battezzo io con acqua… ma Colui che viene dietro a me… vi battezzerà con lo Spirito Santo…", ed anche lo stesso Gesù disse: "…parleranno in lingue nuove…" in Marco al capitolo 16 verso 17”.
L’Evento cruciale di tutta la storia dell’umanità è la venuta sulla terra del nostro Signore Gesù Cristo (cfr. Ga. 4:4,5); promesso da Dio per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture
Romani 1:3 riguardo al Figlio suo…” (Ro. 1:1-5), ha prescelto Saulo di Tarso, rivelandogli il Figlio Suo perché lo annunciassi agli stranieri (Ga. 1:15,16). che Dio aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato perché si ottenga l'ubbidienza della fede fra tutti gli stranieri, per il suo nome - adempimento di tutte le promesse di Dio (2Co 1:20). Il pensiero di tutti gli autori del nuovo Patto ispirati da Dio, è di trasmettere dei fatti “che Dio aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture riguardo al Figlio suo” (Gv. 20:31; Ro. 1:1-4), adempimento di tutte le promesse di Dio dell’antico Patto in Cristo Gesù (Eb. 1:1-3).
Come abbiamo già detto, l’esordio dell’artico corrompe il Vangelo di Dio e tradisce la fede dei semplici. L’interpretazione biblica ha per scopo quello di determinare il significato esatto della sacra Scrittura, cioè di comprendere il pensiero dell'autore ispirato, ciò che esso significava per i suoi primi destinatari e ciò che vuole dire a noi oggi.
Tutte le eresie che nel corso dei secoli hanno deviato milioni di uomini e di donne, tutte le sette che ne hanno trascinato altrettanti nell'errore, poggiavano e poggiano su false interpretazioni della Bibbia. Selezionare dei passi estrapolati dal contesto, vuol dire ignorare il pensiero dell’autore ispirato dallo Spirito di Dio. Scandagliare la Scrittura andando alla ricerca di passi, che estrapolati dal contesto sostengono la nostra ideologia, vuol dire, oltre a sovvertire il Vangelo, ignorare l’ispirazione divina. Insegnare per argomento a prescindere dell’ispirazione divina, vuol dire insegnare dottrine di uomini (Mr. 7:7) o peggio ancora “dottrine di demoni” (1Ti. 4:1).
Tutta la Scrittura è ispirata da Dio (2Ti. 3:16), selezionare dei passi estrapolati dal contesto per far dire alla Parola di Dio quello che non dice, si rischia di cadere nella stessa trappola in cui cadde Eva e poi Adamo.
L’Articolo in questione cita Atti 2:1-4 a sostegno della propria dottrina ideata da predicatori visionari americani del secolo scorso, che prescindono della didattica apostolica. Per di più Luca, non essendo ispirato dallo Spirito di Dio, nello stilare la genealogia di Cristo dichiara che Gesù Cristo è figlio di Adamo e Eva (Lu. 3:38) e quindi, un peccatore come tutti gli uomini (Ro. 5:12 a seguire). Ora, i casi possono essere due: o è stato corrotto lo scritto di Luca (si veda Marcione) o Luca fu influenzato dalla filosofia greca nell'attestare che Gesù Cristo è figlio di Adamo e Eva. In oltre, come ci si può fidare dei fatti narrati nel Libro degli Atti, essendo il solo Luca a narrare quei fatti? Qualunque giustificazione a suo favore, vuol dire rendersi complice nel sovvertire il Vangelo di Cristo. Perché l’Evento cruciale di tutta la storia dell’umanità è Cristo Gesù Uomo, venuto nel mondo per salvare i peccatori (Gv. 3:16; 1Ti. 1:15).
Altri passi citati nell’articolo sempre a sostegno della dottrina sono: Matteo 3:11 e Marco 16:17). Nel Passo citato, Matteo attesta l’adempimento della profezia di Isaia nella persona di Giovanni il battista, il precursore del Messia. Giovanni predicava un battesimo di ravvedimento in acqua, dichiarando che dopo di lui sarebbe venuto Cristo a battezzare con lo Spirito Santo e col fuoco, per purificare i peccati del Suo popolo (cfr. Mt. 1:21; Eb. 1:1-3).
Matteo nel suo esordio in poche parole condensa la storia della redenzione: “Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo” (Mt. 1:1). Abraamo era il padre del popolo eletto, Davide il re. Il pensiero dell’Apostolo Matteo al capitolo 3:11 -passo citato nell’articolo- non era di certo rivolto a una dottrina, ma quello di attestare per mezzo della Scrittura l’adempimento in Cristo Gesù di tutte le promesse di Dio fatte a Abraamo, a Davide e altre promesse.
Nell’originale, secondo gli studiosi, il Vangelo Secondo Marco termina bruscamente al capitolo 16 versetto 8; dal versetto 9 al 20 è una aggiunta fatta da qualcun altro, che potevano essere i cosiddetti "padri della chiesa". Per un testo giuridico o amministrativo è grave se un regolamento viene mal tradotto o una frase di un testamento mal interpretata, le conseguenze possono essere drammatiche. Quando si tratta della Parola di Dio, depositaria della volontà divina rivelata, e una questione di vita o di morte per l'eternità.
Dunque, la dottrina pentecostale non ha nessun fondamento scritturale, è solo ideologia di predicatori visionari americani del secolo scorso, assimilata dal movimento. A tal proposito, ci permettiamo di richiamare al ravvedimento i “ministri” pentecostali, ad annunciare Cristo Crocifisso come gli Apostoli, che prima predicarono Cristo crocifisso - è non dottrine- oralmente e poi hanno messo per iscritto tutto ciò che devono sapere i figli di Dio nella vita pratica nella Chiesa, per servire Cristo fedelmente: come “una casta vergine” (2Co. 11:2,3).
Tutte le dottrine, dogmi, ersie e altro sono tutte dispute teologiche-politiche, iniziati nel III secolo. Quindi, non mi Tangi tutto ciò che proviene da dispute e lotte denominazionali, di potere e quant’altro.
L’articolo
Prima di iniziare il commento sull’articolo, è bene mettere in evidenza due fatti che hanno inflitto delle ferite insanabili al cristianesimo: l’infelice concezione della dottrina trinitaria di Dio e l’aggiunta di tutte quelle scritte in grassetto che precedono sezioni, capitoli e versetti.
Nel periodo che va dal II al V secolo dell’era cristiana la tradizione - o meglio l’ideologia - dei cosiddetti “padri della chiesa”, animati dalla filosofica platonica avevano incoccato ai credenti che la chiesa era il grande istituto di grazia che somministrava forze soprannaturali per l'acquisto dell'immortalità.
Cipriano affermava: non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre. Sul concetto di Cipriano, la chiesa cattolica si erge a corredentrice di Cristo.
Tertulliano affermava che la chiesa (ovviamente la chiesa come organizzazione umana) e la sola legittima proprietaria della Bibbia, perché la possiede fin dalle origini del cristianesimo e perché l'ha ricevuta legittimamente attraverso la successione apostolica. Tertulliano considerava già la chiesa un’istituzione gerarchica con assoluta autorità sui credenti, la sola che poteva somministrare la Parola di Dio a proprio piacimento, senza nessuna interferenza. La cattolica per secoli ha vietato ai credenti di leggere e di possedere una Bibbia, lasciando i credenti nell'ignoranza si procurava la fedeltà cattolica.
Ario dava alle sue ideologie una forma drastica e popolare: “Dio non è sempre stato Padre; il Figlio non era, prima di essere stato generato; egli è divino soltanto per partecipazione, non conosce veramente il Padre, non è immutabile come il Padre, e perciò non è impeccabile per essenza, sebbene perseveri liberamente nel bene”. Queste negazioni avevano un chiaro sapore di empietà, soprattutto quando si rivestivano di forme popolari, come nel Banchetto di Ario: “Avevate un figlio prima di averlo generato?” — “Esistevate prima che vostra madre vi avesse partorito?”. Ario metteva in dubbio la Parola di Dio; mettere indubbio, o ancora peggio negare i Comandamenti di Dio, significa essere animati dallo spirito di Satana: "...Come Dio vi ha detto? No, non morirete affatto..." (Ge. 3:1-6).
Su quel contesto preconizzato dall’Apostolo Paolo nella Lettera ai Romani 1:18 a seguire, furono concepiti, partoriti e imposti con mezzi coercitivi i primi “Dogma”. La Parola di Dio dice: Dio ha mandato Suo Figlio per perdonare i nostri peccati affinchè noi vivessimo per l’eternità (Gv. 3:16; 1Gv. 4:9,10). Indagare per cercare di definire l'Iddio Onnipotente, Onnipresente, Infinito, anziché adorarLo e ringraziarLo per aver lavato i nostri peccati col sangue del Figlio Suo Gesù Cristo Signore nostro, è la più grande ignominia che l'umanità abbia concepito.
Al concilio di Nicea del 325 convocato, finanziato e presieduto dall’imperatore Pagano Costantino I, in qualità di “Pontifex Maximus” a causa dell’eresia ariana fu concepita la “Trinità di Dio, partorita e imposta poi al concilio di Costantinopoli del 381, con il famoso Editto dell’imperatore Pagano Teodosio I, il concilio di Efeso del 431, per dispute intorno alla natura di Cristo definisce Maria madre di Dio sempre vergine. Il dogma Maria madre di Dio è un'altra colossale ignominia. La storia del dogma, iniziata in quel periodo non si è più fermata.
A tale ignominiosa dottrina, la risposta dei teologi (purtroppo anche “evangelici”) è: la chiesa ha intuito che Dio è trino: Padre, Figlio e Spirito Santo in un solo Dio. A questo punto “dovremmo” credere che la chiesa ebbe la stessa intuizione nel definire Maria madre di Dio sempre vergine!
Qui nasce la solita domanda spontanea: su quale regola di interpretazione gli evangelici (non tutti), credono che Dio è Trino, Bibbia alla mano pronti a dimostrarlo estrapolando dei versetti qua e là, e non credono in Maria madre di Dio sempre vergine? Mentre i cattolici credono sia nella Trinità, sia in Maria sempre vergine madre di Dio? Eppure furono concepiti, partoriti e imposti entrambe dalla stessa sinergia: papa-imperatore e così avvenne anche per gli altri dogmi.
Nel medioevo con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, la Bibbia che noi leggiamo subì una semi-devastazione: furono introdotti tutte quelle scritte in grassetto che precedono sezioni, capitolo e versetti che rendono il Testo frammentario. Molti sezioni, paragrafi e versetti iniziano con un dunque, un poi, e altra simile frase che invitano il lettore a considera il contesto, ma vengono ignorate a causa dello stampato in grassetto che li precede, col serio rischio di falsificare il pensiero dell'autore e di conseguenza la Parola di Dio.
2. Torniamo all’artico
Un altro paragrafo attesta altrettanto chiaramente che il messaggio scoperto in America da Luigi Francescon non riguarda Gesù Cristo, il Figlio di Dio venuto nel mondo per salvare i peccatori; condannato a morte, risuscitato dai morti e che Opera con la potenza di Dio per salvare di chiunque crede al Vangelo (Vangelo o bona Novella significa Cristo) annunciato dagli apostoli di Gesù Cristo, la quale fu "rappresentato crocefisso agli occhi degli uditori" (Ga. 3:1). Questo è Vangelo, predicare Cristo crocifisso, risuscitato dai morti dalla potenza di Dio. In Cristo Dio ci ha donato ogni benedizione spirituali nei luoghi celesti e ci ha suggellato con lo Spirito Santo promesso. Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità (2Ti. 1:9).
Ecco cosa si legge nell'articolo: Un credente di cui non è noto il nome, annunciò il messaggio divino al fratello Luigi Francescon. Il fratello Luigi Francescon era di Cavaso Nuovo provincia di Udine e a quell'epoca era conduttore di una comunità evangelica.
Egli volle accertarsi personalmente del messaggio annunziatogli da quel credente (cfr. Ga. 1:8,9), così si recò presso la missione presieduta dal fratello Durham. Iddio stesso accertò la coscienza del fratello, facendogli comprendere che quel risveglio era il risultato di una nuova e potente effusione dello Spirito Santo Senza alcun dubbio questo tipo di pensiero nega la rivelazione di Dio, fatta all’Apostolo Paolo (Ga. 1:11,12,15,16).
L’articolo dichiara che quel “messaggio divino”, non annuncia la buona Notizia, ovvero Cristo Gesù, ma una dottrina senza il fondamento didattico apostolico. Gli Apostoli non annunciarono una dottrina di un ignoto fratello, ma la rivelazione di Dio ovvero, Gesù Cristo crocifisso, morto, risuscitato, glorificato e seduto alla destra di Dio (Eb. 1:1-3).
La domanda ovvia: Luigi Francescon, per essere conduttore di una comunità evangelica, in che vangelo aveva creduto? Secondo quando descrive l'articolo, per andare alla ricerca di un nuovo "messaggio" non conosceva il Vangelo di Gesù Cristo. Perché se conosceva Cristo, non sarebbe andato dietro al vento di dottrina che soffiava a ondate in quel periodo in America. Infatti, la dottrina pentecostale non conosce il Vangelo, ovvero Cristo Uomo Mediatore fra Dio e gli uomini (1Ti. 2:5). Perché dalla "fede evangelica pentecostale", va oltre la dottrina di Cristo e si ferma a "tuttolevangelo" che, di fatto nega la venuta di Cristo e la Sua Opera redentrice, dal momento che attinge a qualche versetto dell'antico Patto.
Le domande su quando descrive l'articolo possono essere almeno due:
1) L'Opera di Gesù Cristo compiuta sulla Croce al posto nostro una volta per sempre è sufficiente per un "ministro" di "fede evangelica pentecostale"? o bisogna aggiungere qualche altra esperienza “spirituale”? (Gli Apostoli insegnano che l'Opera di Cristo Gesù è completa e sufficiente). Se non è completa cosa aggiungere? Il battesimo nello Spirito Santo secondo l'ideologia di Charles F. Parham (cfr. Ef. 1:3ss), fondatore della scuola biblica di Topeka? O l'ideologia della predicatrice Phoebe W. Palmer? Che insegnava i due “lavori della grazia”: giustificazione e santificazione? (cfr. 1Co. 1:30). O la nuova ideologia del Latter Rain del "pienovangelo" o "tuttolevangelo", senza Cristo e senza Dio? (cfr. Ef. 2:11-16). “…poiché Dio fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e manda la prima pioggia d'autunno e l'ultima pioggia di primavera sui giusti e sugli ingiusti”.
La fede in Cristo Gesù non poggia sul vento di dottrine che soffiava a ondate in America o sulla sabbia (Mt. 7:24-27), ma poggia su quando Dio ha già fatto per rigenerare l'umanità e rivelato ai Suoi Apostoli e servitori che, lo hanno annunciato prima oralmente e poi messo per iscritto (1Co. 1:23,24; 3:11; cfr. 2Co. 4:3-6; Ga. 1:11,12,15,16; Ef. 1:3 a seguire ecc.).
2) Se l'Opera di Cristo non è completa e sufficiente, su quale regola di interpretazione si dichiara di avere "fede evangelica"? E in cosa consiste tale fede? La "fede evangelica pentecostale" non è insegnata dalla didattica apostolica, fu concepita dall'ideologia dilagante in America circa diciotto secoli dopo la rivelazione divina: prima predicata oralmente e poi messa per iscritto, dai messaggeri di Cristo Gesù e di Dio Padre. Quindi, per me tutte le dottrine concepite dopo l’era apostolica non mi toccano, per la quale aggiungere altro è “fiato sprecato”.
Come risponde un "ministro di fede evangelica pentecostale" a quelle due domande? Se riconosce che l'Opera di Cristo è sufficiente e completa, perché crede al messaggio sofisticato di un ignoto americano, è non al Vangelo rivelato da Cristo e da Dio all'apostolo Paolo? Se non crede che l'Opera di Cristo è sufficiente e completa, come fa a dichiararsi credente evangelico? Il Vangelo non è ideologia, non è lo scritto che ne parla, ma una Persona vissuta circa 2000 anni fa in Palestina, Cristo Gesù-Uomo, il solo mediatore fra Dio e gli uomini.
La conclusione può essere una sola: Francescon ha importato dall'America un messaggio senza Cristo, perché il Vangelo di Dio riguarda Gesù Cristo il Figlio Suo (Ro. 1:1-4). Se Francescon conosceva il Vangelo autentico di Dio, annunciato dall'apostolo Paolo e gli altri servitori di Cristo, non sarebbe andato dietro al vento di dottrina che soffiava a ondate in America, è non avrebbe importato e distribuito un vangelo sotto maledizione (Ga. 1:9) in Italia.
Paolo, per rivelazione divina dichiara: "È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare sé stesso nell'amore” (Ef. 4:11-16).
Luigi Francescon non rientra nei ministeri elargiti da Cristo Gesù per edificare la Sua Chiesa, egli corre dietro al vento di dottrine. Anziché edificare i santi nella fede in Cristo Gesù, le ha frodati, sedotti, tradito la fede dei semplici insegnando dottrine di uomini ideologicamente corrotti di mente e di cuore. Infatti, l’articolo parla di “messaggio” (molti sono coloro che propongono un loro messaggio) no di Vangelo, ovvero non parla di Cristo e della Sua Opera redentrice, ma di un ipotetico “messaggio" scoperto circa 1850 anni dopo il Vangelo annunciato dall'Apostolo Paolo (Ga. 1:11,12,15,16). Di certo Francescon ha scoperto un “messaggio” sovversivo e lo annunciò sotto maledizione (Ga. 1:6-9).
La dottrina pentecostale non è insegnata dalla didattica apostolica e se non è insegnata, non può che essere una "scelta" (per non dire eresia), non avendo il fondamento didattico apostolico, corre dietro ogni vento di dottrina, che soffiava a "ondate" dall'America nei secoli scorsi. Il vento di dottrina che soffiava a ondate ha sedotto le "menti" e sviato dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo" (2Co. 11:3), milioni di uomini e di donne.
L'artico prosegue descrivendo come il "messaggio" sovvertito venne distribuito con successo in Italia, frodando la fede dei semplici.