Le dottrine carismatiche sugli ultimi tempi travisano la Scrittura
Gli aderenti al movimento pentecostale-carismatico non si limitano a mettere false profezie alla base delle loro dottrine, ma cercano altresì di confermarle con citazioni bibliche.
Siamo obiettivi: questi maestri adoperano in maniera giusta i versetti che citano, cioè li presentano nel loro contesto e conformemente alla testimonianza di tutta la Scrittura? Oppure estrapolano il versetto biblico dal contesto di tutto il passo, dandogli un altro significato, esattamente come fanno anche i “testimoni di Geova” e i teologi della Chiesa cattolica-romana?
Proprio il senso critico manca in tanti credenti dei nostri giorni. Nella loro vita di fede non sono realmente fondati sulla Scrittura; hanno scarsa familiarità con la Bibbia e non conoscono la sana dottrina degli Apostoli. La Scrittura dice: “Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina…” (2Ti. 4:3; Tt. 1:9; 2:1), che è il metro di misura (cfr. Ga. 6:16) dato da Dio alla Chiesa e ad ogni singolo credente.
Al posto di una seria lettura della Bibbia in connessione coi passi paralleli, e di uno studio profondo di essa, si ha spesso una frammentaria conoscenza di singoli “passi preferiti” o “libri preferiti” e una fede superficiale, che si nutre più di esperienze e di sentimenti che della Parola di Dio.
Qual è il nostro atteggiamento di fronte alla Parola di Dio? Ciò che in questi ultimi tempi ci può veramente soccorrere è “la Parola della sua grazia, la quale è potente da continuare ad edificarvi, e da darvi l’eredità con tutti i santificati”. Questa parola ci istruisce, ci orienta e ci edifica, cose di cui abbiamo bisogno per la nostra vita spirituale. Si tratta della perfetta rivelazione che Dio ci provvede affinché siamo perfettamente equipaggiati per il nostro cammino. In questa divina Parola dobbiamo restare, la dobbiamo conservare e ad essa aggrapparci se vogliamo essere vincitori (2T. 3:14-17).
Dell’indispensabile armatura spirituale di ogni credente, in questo tempo ricco di seduzioni, fa parte la solida, sincera fede nella divina ispirazione e inerranza di ogni singola parola della Bibbia. Già su questo punto, sul fondamento della nostra fede, molti credenti oggi si lasciano trarre in errore, ritenendo che la Bibbia non sia la Parola di Dio, ma che essa semplicemente la “contenga”, essendo anche parola umana.
In tal modo essi deviano dal Signore e dalla sua Parola e si dispongono ad accettare le seduzioni degli ultimi tempi.
Inoltre è necessaria una comprensione della sana dottrina, cioè degli insegnamenti che gli Apostoli ci hanno lasciati nelle Lettere del NT. In esse è fornita la perfetta rivelazione del Signore glorificato per la sua Chiesa e c’è la chiave per comprendere l’AT e i Vangeli.
Molti gravi errori sono venuti fuori perché non è stata veramente afferrata e custodita questa sana dottrina (cfr. 1Ti. 1:10; 4:6,13-16; 6:3; 2Ti. 1:13-14; 2:15; 4:1-4). Ciò portò, per esempio al fatto che affermazioni e profezie bibliche, che si riferiscono ad Israele, furono applicate alla Chiesa. Affermazioni riguardanti il ministero del Messia e dei suoi dodici Apostoli in mezzo al popolo d’Israele furono confuse con la vocazione dei credenti del tempo della Chiesa, ecc.
Continuamente, nelle false dottrine che circolano all’interno della cristianità, dei versetti vengono tolti dal loro contesto, e si dà ad essi arbitrariamente un altro significato, o sono interpretati in modo che essi si vengano a trovare in contrasto con altre affermazioni della Scrittura. Ad evitare questo tranello, bisogna attenersi ai seguenti principi di interpretazione:
1. Ogni affermazione della Scrittura deve essere compresa in primo luogo secondo il significato delle parole e nel contesto della storia della salvezza, lasciandoci guidare dalla piena rivelazione del NT e particolarmente dall’insegnamento delle Lettere degli Apostoli. Il pensiero di Dio è quello espresso dalle sue parole! Quando Egli parla a Israele, si riferisce a Israele, e quando parla alla Chiesa intende riferirsi alla Chiesa; quando parla ai pagani, si riferisce ai pagani (cfr. 1Co. 10:32). Significati simbolici e figurati devono ricavarsi chiaramente dal testo stesso o da altri passi scritturali, e non possono essere considerati arbitrariamente come tali. I singoli brani devono sempre interpretarsi nel contesto più ampio del testo.
2. Poiché tutta la Scrittura è ispirata da Dio mediante lo Spirito, e lo Spirito di verità non può contraddirsi, possiamo prendere come dottrina biblica solamente ciò che concorda con tutte le attestazioni della Scrittura su un determinato argomento. Se una dottrina riceve apparentemente l’appoggio di cinque versetti, ma tre altri versetti dicono chiaramente il contrario, quella dottrina non è biblica, ed io la devo rifiutare! In ogni questione si devono prima di tutto ricercare tutte le testimonianze bibliche e valutarle per quanto affermano. Facendo questo, dobbiamo partire dal principio che il senso di alcune affermazioni, in un primo tempo poco comprensibile, spesso è chiarito da altri passi della Scrittura (la Scrittura si deve spiegare con la Scrittura).
Alla luce di queste premesse, vogliamo ora considerare i passi scritturali più importanti, che stanno alla base delle dottrine del movimento pentecostale-carismatico.
a) Il significato distorto di Gioele 2 e la confusione fra Israele e la Chiesa
Il testo centrale che i pentecostali e i carismatici citano, per dimostrare che il loro movimento è una divina effusione dello Spirito, è dato da Gioele 2:28-32. Là è scritto:
“E avverrà, dopo queste cose, che io spanderò il mio Spirito su ogni carne, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno; i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani vedranno delle visioni. E in quei giorni spanderò il mio Spirito anche sopra i servi e le serve. E farò prodigi in cielo e in terra: sangue, fuoco e colonne di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre e la luna diventerà sanguigna, prima che venga il grande e spaventevole giorno del Signore. Ma avverrà che chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvato; poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il Signore; e fra i rimasti che il Signore avrà chiamato.”
Questo passo fu citato da Pietro, quando a Pentecoste fu effuso lo Spirito di Dio e nacque la Chiesa. Però c’è da osservare che Pietro non dice: “Oggi s’è adempiuto…” Egli fa solo notare ai Giudei che la Parola di Dio preannuncia una effusione dello Spirito Santo.
La profezia di Gioele non s’è adempiuta pienamente a Pentecoste, a altrimenti lo Spirito sarebbe dovuto scendere su tutto Israele, e si sarebbero dovuti avverare gli annessi prodigi nel cielo. A Pentecoste avvenne solo una pre e parziale realizzazione di questa profezia. Lo Spirito fu effuso su una piccola minoranza di Giudei (ovvero solo gli apostoli, mia aggiunta) che avevano creduto in Gesù, e da essi fu composta la Chiesa di Dio, una nuova assemblea di salvati distinta da Israele.
Ora molti teologi carismatici, sulla base di Gioele 2, ritengono che per la Chiesa, alla “prima pioggia” di Pentecoste, deve succedere negli ultimi tempi la “pioggia autunnale” di un’effusione dello Spirito, una “seconda Pentecoste”. La domanda ora è questa: Per chi si adempie la profezia di Gioele negli ultimi giorni? Per Israele o per il popolo dei Gentili, la Chiesa?
Prima di tutto un esame del più ampio contesto del Libro di Gioele ci mostra come la promessa si riferisce indubbiamente al popolo d’Israele e non alla Chiesa. Chi sono “i vostri figli” e “le vostre figlie”? Il versetto precedente indica chiaramente che si tratta del popolo d’Israele riaccolto alla fine dei tempi!
Di conseguenza “ogni carne” non si riferisce a “tutti gli uomini” o ai Gentili, come asseriscono i falsi dottori pentecostali o carismatici. Il riferimento è a: tutto il popolo d’Israele, tutti gli Israeliti, giovani o vecchi, servi o serve. E dobbiamo sapere che si tratterà di una cosa assolutamente nuova per Israele, poiché sotto la Legge lo Spirito Santo venne solo su pochi strumenti scelti da Dio, in primo luogo sacerdoti, re e profeti. Ora invece sarà sparso su ogni persona, cioè su tutto Israele. Questo è l’unico, possibile, evidente significato di Gioele 2:28.
Tale spiegazione concorda pienamente con altre testimonianze dell’AT riguardo ad una effusione dello Spirito Santo su Israele negli ultimi tempi; si veda innanzi tutto Ez. 39:29: “E non nasconderò più loro la mia faccia, perché avrò sparso il mio Spirito sopra la casa d’Israele, dice Dio, il Signore” (cfr. anche Is. 32:15; Za. 12:10). Ciò accadrà quando il Signore Gesù Cristo verrà come Messia per Israele e lo salverà, giudicherà le nazioni e stabilirà il suo regno di pace di mille anni. Proprio a questo evento si riferisce Gioele, come mostra tutto il libro di questo profeta.
Cosa sarà invece dei popoli pagani, che si dovrebbero convertire in massa prima del ritorno del Signore? Sono forse essi indicati come “ogni carne”? La risposta ce la dà il capitolo 3 del Libro di Gioele. Qui infatti è scritto: “Si muovano le nazioni e salgano alla valle di Giosafat! Perché qui sederò per giudicare tutte le nazioni d’ogni intorno. Date la mano alla falce, perché la messe è matura! Venite, scendete, poiché il torchio è pieno, i tini traboccano; poiché la loro malvagità è grande” (Gioele 3:12-14).
Le nazioni dunque avranno un giudizio di massa e non un risveglio di massa; su di esse, adempiendo la profezia di Gioele, il Signore spanderà la sua collera e non il suo Spirito.
Qui vediamo come l’interpretazione pentecostale di Gioele 2 sia un travisare della Sacra Scrittura. Ciò che la Parola di Dio promette per la fine dei tempi, chiaramente ed esclusivamente, al popolo d’Israele, è attribuito in maniera ingannevole alla Chiesa. La presunta effusione mondiale dello Spirito su ogni persona è dunque una antibiblica alterazione della Verità!
Pertanto le profezie del movimento pentecostale-carismatico sono palesemente false; non è il Signore che ha parlato attraverso questi profeti, bensì un falso spirito. La confusione fra Israele e la Chiesa, nella storia della salvezza, è del resto una caratteristica delle false dottrine di molte sette, come si vede riguardo ai 144.000 Israeliti di Ap. 7, in cui si identificano i “Testimoni di Geova”.
Per quanto riguarda la Chiesa, la Scrittura insegna che lo Spirito Santo, a Pentecoste, fu effuso una volta per sempre, e rimane con essa e in essa fino al momento del rapimento (cfr. Gv. 14: 16-17; At. 2:33; Tt. 3:5,6). Pertanto la Scrittura non conosce plurime effusioni dello Spirito sulla Chiesa. Dunque la “nuova pentecoste” del movimento pentecostale non può essere un’effusione del vero Spirito Santo.
b) Si fa confusione fra il tempo della Chiesa (dispensazione della grazia) e il Regno millenniale.
Alla base delle loro dottrine e delle loro profezie, secondo le quali, col risveglio della fine dei tempi, interi popoli verranno a Cristo, i dottori pentecostali e carismatici citano sempre passi biblici, che effettivamente parlano di questo argomento. Così nel Salmo 2:8 è scritto: “Chiedimi, e io ti darò per eredità le genti, e i confini della terra per tua possessione”.
In Is. 2:2,3, si legge: “Or avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della Casa del Signore si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le genti affluiranno ad esso. E molti popoli andranno, e diranno: <Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa dell’Iddio di Giacobbe; ed egli ci ammaestrerà intorno alle sue vie, e noi cammineremo nei suoi sentieri>; poiché la legge uscirà da Sion, e la parola del Signore da Gerusalemme”. Oppure nel Salmo 86:9:
“Tutte le genti che tu hai fatte verranno e adoreranno al tuo cospetto, o Signore; e glorificheranno il tuo nome”.
Pg.7
Se noi anche qui prestiamo attenzione al testo e al suo contesto, vediamo molto chiaramente come tutti i passi in cui è detto che interi popoli verranno a Cristo si riferiscono al futuro tempo di grazia del Regno di Mille anni, quando il nostro Signore Gesù, come Messia d’Israele e Re dei popoli, instaurerà il suo straordinario regno di pace! Solo allora, e non nell’attuale tempo della Chiesa, si convertiranno a Dio interi popoli (vale a dire quelli che resteranno dopo i giudizi del Giorno dell’Eterno).
Anche qui noi vediamo l’impronta della seduzione degli ultimi tempi: Tutto sembra conforme alla Bibbia, ma si fa confusione fra il tempo della Chiesa, nel quale solo una minoranza di esseri umani viene a Cristo, e il futuro periodo del Regno di Mille anni, in cui realmente interi popoli si convertiranno a Lui. Si tratta di un inganno che comporta pesanti conseguenze. Infatti in Gr. 23:36, è scritto: “poiché la parola di ciascuno sarà il suo carico; dal momento che voi pervertite le parole dell’Iddio vivente…”!
Con la Bibbia alla mano, si può dunque costatare come lo storcere la verità biblica sia un grande fondamento dottrinale e visionario del movimento pentecostale-carismatico. Ciò che fu promesso ad Israele è dirottato verso la Chiesa, mentre si mette da parte la dottrina del NT, secondo cui la Chiesa fin dalla Pentecoste possiede permanentemente lo Spirito Santo, avendolo ricevuto una volta per sempre. Un movimento del vero Spirito Santo non può mai essere fondato su uno storcimento della Parola ispirata!
Qual è allora lo scopo di questa dottrina non biblica? C’è una sola logica conclusione: affinché ci sia l’effusione di un altro spirito, di un falso spirito! I credenti che, al momento della conversione hanno già ricevuto lo Spirito Santo, devono essere resi atti e pronti a ricevere l’effusione di un altro spirito. I falsi prodigi della fine dei tempi, sulla base di Gioele 2, devono ritenersi come autentici, sebbene, secondo la Scrittura, per la fine dei tempi, i divini prodigi siano stati promessi solamente ad Israele.
Uno sguardo alla storia della Chiesa ci mostra come, fin dal tempo degli Apostoli, la falsa lettura di Gioele 2 abbia spalancato la porta a visionari movimenti ereticali:
1. Montano (II sec.): Montano, un ex mago della dea Cibale, predicò un’effusione dello Spirito Santo secondo Gioele 2. Egli era attorniato da due false profetesse che parlavano in lingue; avvennero miracoli di guarigioni. Nonostante le profezie menzognere e gli errori dottrinali, il movimento perdurò per alcuni secoli.
2. Irving Movimento cattolico-apostolico (XIX sec.): Anche qui l’attesa di un’“effusione dello Spirito”, secondo la profezia di Gioele, ebbe un ruolo importante. Una presunta effusione la ebbero anche col parlare in lingue, con guarigioni e false profezie. Si costituirono 12 apostoli, col compito di preparare la chiesa al ritorno di Cristo, che si sarebbe dovuto già durante la vita di questi falsi apostoli. Questo pseudomovimento profetico-apostolico sfociò alla fine nella setta dei “neoapostolici”.
3. Il movimento pentecostale (XX sec.): Anche qui si ebbe in precedenza una viva attesa di una “effusione dello Spirito” secondo Gioele 2. Fanatiche riunioni di preghiera per implorare una tale esperienza portarono, agli inizi del XX secolo, a fenomeni quali il parlare in lingue, le profezie, le estasi col cadere per terra, le guarigioni ed altri prodigi.