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Fede Evangelica o filosofia Greca?

Scrisse Paolo ai corinzi divisi in fazioni, chi dichiarava “«Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 

Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo? ...

Cristo non mi ha mandato a battezzare ma a evangelizzare; non con sapienza di parola, perché la croce di Cristo non sia resa vana. Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio; … I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; …” (1Co. 1:10-24). “In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli…” (Mt. 11:25-27; cfr Mt. 16:17; Gv. 1:11-13).

Purtroppo ai nostri tempi, molte persone che credono, non conoscono la storia del cristianesimo; non sanno che la loro fede dipende più dalla filosofia Greca che dalla Parola di Dio. Il Messaggio del Vangelo annunciato dagli apostoli di Cristo, è stato corrotto dalla filosofia neoplatonica. 

Ai tempi terreni di Gesù, la filosofia era penetrata nel giudaismo prima e poi nel Cristianesimo. Gli apologisti-filosofi antichi erano posti sullo stesso piano dei profeti, in quanto anch'essi, secondo il concetto filosofico, avevano ricevuto una rivelazione parziale del Logos.

Nel convergere delle varie scuole filosofiche verso posizioni reli­giose e deistiche, riveste particolare importanza l'evoluzione dello stoicismo, per opera di Panezio e Posidonio (II e I sec. a. C.). L'«anima del mondo», identificata da Zenone con il fuoco primor­diale, nel nuovo stoicismo si spiritualizza, s'identifica con il Logos platonico, e si subordina alla divinità ineffabile e insondabile che sta sorgendo, per un processo di astrazione teologica e mistica, dal sincretismo religioso: il panteismo stoico si subordina al Dio di Pla­tone, e il Logos è il mediatore tra questo Dio eccelso e il mondo delle cose finite e transitorie. Il neoplatonismo del ter­zo secolo, rappresentato da Plotino e Porfirio, era una re­ligione di rivelazione, come abbiamo già detto, i filosofi erano considerati alla pari dei Profeti che avevano ricevuto ugualmente la parziale rivelazione di Dio.

In Alessandria filosofi ebrei come Filone, quasi contemporaneo di Gesù (nato intorno al 20 a. C.), avevano fusa la fede ebraica di Dio con vedute stoico platoniche e in questo modo avevano preparata la teologia ai cosiddetti “padri della chiesa”. Infatti, la maggior parte dei cosiddetti “padri della chiesa” (ci riferiamo alla chiesa umana organizzata), applicano le idee platoniche alla fede Cristiana.

La fede Messianica fu rivelata da Dio ai Suo servi quando giunse la pienezza dei tempi (Ga. 4:4,5), mediante la predicazione della Parola di Dio affidata agli Apostoli, il più prolifero dei quali era ed è (abbiamo le sue Lettere) l’Apostolo Paolo (Tt. 1:3). Egli dichiara: “A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunciare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo e di manifestare a tutti quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose; affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che egli ha attuato mediante il nostro Signore, Cristo Gesù” (Ef. 3:8-11).