SALOMONE RE D’ISRAELE
Salomone (971-931 a. C.) fu il terzo re a regnare sulle Dodici tribù d’Israele, regnò quaranta anni, come avevano regnato Saul e Davide. Due volte Dio gli apparve dopo la successione al trono di Davide suo padre (1Re. 11:9; 3:5; 9:2). Egli fu dotato di saggezza soprannaturale e di ricchezza al di là di ogni desiderio. Il suo regno fu un regno di pace e prosperità.
Il suo atto più grande fu l'edificazione del tempio di Gerusalemme, una delle opere più mirabili mai costruite dall'uomo. Salomone scrisse 3000 proverbi e 1005 inni (1Re 4:32). Egli era più saggio dei mitici filosofi del suo tempo, poiché il suo regno era un diretto dono di Dio (1Re 3: 12). Compose tre dei libri della Bibbia: Proverbi, Ecclesiaste e Cantico dei Cantici.
La sua fama raggiunse i quattro canti della terra. Salomone si elevò a grandissime altezze e cadde in terribili profondità. L'errore più grave di Salomone consistette nel contrarre matrimoni politici, per rafforzare il regno, come riteneva giusto, sposò numerose donne delle nazioni circostanti. Queste alleanze furono disastrose, poiché le mogli pagane recarono con sé le loro religioni pagane. Nella vecchiaia Salomone dimenticò l'Eterno per adorare gli idoli portati dalle mogli.
Salomone fu anche la causa della divisione del regno d’Israele. Alla sua morte il figlio Roboamo, mal consigliato (1Re. 12:10) si comportò da sciocco, portando al culmine il rancore che covava nelle altre tribù contro la tribù di Giuda. Il regno si divise, dieci tribù abbandonarono la casa di Davide. Si diedero per re Geroboamo e diedero vita al regno d’Israele, due tribù: Giuda e Beniamino restano fedele alla casa di Davide, e si sottomettono al re Roboamo. L’undicesimo capitolo di 1Re, riporta un resoconto drammatico di quello che era stato un grande re.
“Il re Salomone, oltre alla figlia del faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Ittite, donne appartenenti ai popoli dei quali il SIGNORE aveva detto ai figli d'Israele: «Non andate da loro e non vengano essi da voi, poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi». A tali donne si unì Salomone nei suoi amori. Ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore. Al tempo della vecchiaia, le sue mogli gli fecero volgere il cuore verso altri dèi; e il suo cuore non appartenne interamente al SIGNORE suo Dio, come il cuore di Davide suo padre. Salomone seguì Astarte, divinità dei Sidoni, e Milcom, l'abominevole divinità degli Ammoniti. Così Salomone fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE e non seguì pienamente il SIGNORE, come aveva fatto Davide suo padre. Fu allora che Salomone costruì, sul monte che sta di fronte a Gerusalemme, un alto luogo per Chemos, l'abominevole divinità di Moab, e per Moloc, l'abominevole divinità dei figli di Ammon. Fece così per tutte le sue donne straniere, le quali offrivano profumi e sacrifici ai loro dèi” (1Re. 11:1-8).
LA CHIESA È DI CRISTO? O dei papi?
Scrisse l’Apolo Paolo ai Corinzi: - temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo (2Co. 11:3).
La Chiesa istituita dall'Apostolo Paolo ha un divino Capo Supremo: Cristo Gesù (Ef. 1:22); la chiesa istituita dai papi ha un umano capo supremo: il papa di turno; costui s’innalza su tutto ciò che è chiamato Dio, fino al punto da porsi al posto di Cristo Gesù, mostrando sé stesso come Dio sulla terra e proclamandosi mediatore tra Dio e l'umanità, istituito una sede umana definita "santa sede" (2Te. 2:4; cfr. 1Sa. 8), dove l’umanità viene transitata dalla terra al “cielo”
La Chiesa istituita dagli Apostoli, ha un Capo Supremo: Cristo Gesù risorto dai morti. Ma subito dopo la scomparsa degli Apostoli, la chiesa passò sotto la guida dei cosiddetti “padri”, la quale hanno guidato la chiesa sulle orme di Salomone re d'Israele, trasformandola in chiesa pagana dei "papi re". La Chiesa che Cristo Gesù ha rivelato all'Apostolo Paolo (Ef. 3:8-12; cfr. Ga. 1:11-16; 2:1,2), non è più la “casta vergine” fidanzata di Cristo (2Co. 11:2), ma di fatto è il "regno" dei papi-re con delle leggi umane che, il papa "re" di turno e i suoi ministri hanno imposto e impongono con mezzi coercitivi. La chiesa dei "padri-papi" è stata costruita sul fondamento del primo Concilio ecumenico di Nicea del 325, dove i “padri” hanno definito l’Iddio Infinito, Creatore dell’Universo e tutto quando esso contiene in una “triade”, frutto della teologia-ideologica. In quel tempo la teologia-ideologica (presente ancora ai nostri giorni) dilagava conformemente alla filosofia-platonica. Nel Concilio appena citato fu formulata la dottrina ideologica della "trinità" di Dio. Avendo i cosiddetti "padri" della chiesa "definito" in una triade l'Iddio Infinito, Onnipotente, Creatore dell'universo e di tutto quando esso contiene, non restava che imporre con la forza tale dottrina. Ciò avvenne al Concilio di Costantinopoli del 381 con l'Editto emanato dall'imperatore pagano Teodosio I, che recita: “Noi vogliamo che tutti i popoli governati dalla clemenza nostra seguano la religione che il santo apostolo Pietro rivelò ai Romani e che il pontefice Damaso e il Vescovo Pietro d'Alessandria professano. Noi crediamo che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo formino una sola divinità sotto un'eguale maestà e una pia trinità. Pertanto ordiniamo che tutti quelli che seguono questa fede si chiamino Cristiani cattolici, e, poiché crediamo che gli altri siano dementi e insani, vogliamo che essi subiscano l'onta dell'eresia e che i loro conciliaboli non abbiamo più il nome di chiese. Oltre la condanna della divina giustizia, essi riceveranno le severe pene che la nostra autorità, guidata dalla celeste sapienza, vorrà infliggere loro”.
L'ascesa di Costantino a unico arbitro dell'impero romano, aveva già al Concilio di Nicea del 325 paganizzato la Chiesa Cristiana; l'Editto emanato dall'imperatore Teodosio al concilio di Costantinopoli del 381, ha portato a termine il processo della paganizzazione, nella quale la chiesa dei papi è rimasta saldamente ancorata. L'autorità di Cristo nella Sua Chiesa è pretesa dall'autorità arrogatasi dal papa di turno. L'autorità del papa non è celeste sapienza, ma sapienza diabolica avendo i papi ordinato e imposto con la propria autorità, la persecuzione sotto il nome di "santa inquisizione" e per fino istituito la pena di morte nello "stato vaticano": in caso di attentato al papa-re. La pena di morte è stata abolita, ciò non è rilevante, è rilevante il fatto che ci sia stata la persecuzione e la pena di morte istituita dai papi. Questo fatto la dice lunga sull'autorità storica arrogatasi dal papa di turno.
La chiesa che i papi hanno costruita sulla sabbia, non ha retto all'astuzia di Satana, è caduta in rovina perché non è fondata sulla Roccia (Mt. 16:18 N. D.; cfr. 1CO. 3:11); i Riformatori avevano riportato nella Chiesa le Scritture come fondamento della fede Cristiana, il cui Centro è il Cristo vivente, affinché possiamo “abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo” (Ef. 3:18). Ma l’erosine della fede introdotta dal serpente antico, ha infettato le mente di alcuni uomini, infezione che si è trasformato in “cancro” difficile da estirpare, quegli uomini che avrebbero dovuto ringraziare Dio, "... pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili" (Ro. 1:21-23; 2Pi. 3:16); tutto ciò è evidente ai nostri giorni dove il papa pretende di sostituirsi a Cristo e fare lui da mediatore tra Dio e l'umanità, arrogandosi la pretesa di essere il "pontefice", vale a dire il ponte, dove l'umanità dovrebbe transitare dalla terra al cielo fino a Dio (cfr. Gv. 14:6).
I Testimoni oculari attestano per iscritto, che Dio operava con segni e prodigi per mezzo dei Suoi Apostoli; il papa ha la pretesa di fare segni e prodigi per mezzo di Dio. Si arroga il privilegio di santificare o scomunicare uomini e donne (anche morti), benedire delle statue di vario materiale (Is. 40:19,20; 44:12,13,17), istituire degli esseri umani morti "patrono" di luoghi, istituire feste in loro onore, istituire feste in onore della statua fabbrica dall'artigiano, pregare le statue dal papa benedetti e fatti santi, chiede benedizioni, benessere ecc. Tutto ciò viene fatto senza Dio, è l'operato di uno "stato-sovrano-politico” che non sopporta nessuna ingerenza di Dio, può fare tutto senza la Sua approvazione, Dio è stato già definito, limitato, e confinato al solo ruolo di osservatore estraneo alla vita dell'uomo. Gesù Cristo è raffigurato crocifisso dietro le spalle del papa, in influente e senza nessuna autorità sull'operato del papa. Il papa ha usurpato la gloria a Cristo che ha dato il Suo sangue per riscattare la Chiesa, arrogandosi la gloria che appartiene a Cristo, arrogandosi per fino l'autorità di salvare l'umanità, per mezzo del suo pagano operato.
Purtroppo la "cancrena" ha condaggiato molti gruppi sedicenti evangelici: la quale insegnano che l'Opera di Cristo non è compiuta, occorre una nuova esperienza è magare una seconda e una terza. La loro spiritualità si eleva fino a negare di fatto l'Opera del nostro Signore Gesù Cristo morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione.
La teologia-ideologica apparsa subito dopo l'era apostolica, ha dilagato in lungo e in largo con maggior vigore negli ultimi tempi. I giudeizzanti insegnavano la circoncisione, ma la circoncisione di fatto nega l'Opera di redenzione compiuta dal Cristo vivente (Ga. 5:2). Allo stesso modo dei giudeizzanti, nei secoli successivi alla Riforma Protestante, molte teologie-ideologiche furono sviluppate. Teologie-ideologiche che aggiungevano nuove esperienze all'Opera compiuta una volta per sempre da Cristo Gesù. Aggiunge seffosse solo un'Apice all'Opera di Cristo o una nuova esperienza successiva dopo aver creduto, nega di fatto che l'Opera di Cristo Gesù compiuta per noi sulla Croce non è sufficiente, bisogna aggiungere quelle "esperienze" ideologiche che aggiungono nuove rivelazioni spirituali, nuovi doni dello Spirito, doni di potenza spirituale e così via.
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