la cattolicizzazione dei germani
degli slavi e le vittorie dell'islam. Nell'epoca antica le regioni litoranee del Mediterraneo prevalentemente le orientali, costituivano i centri principali della storia della chiesa. Invece nel medioevo, i fatti per questa decisivi avvengono in Italia, Francia, Inghilterra e Germania.
Questo spostamento della scena, della storia della chiesa verso nord-ovest fu prodotto da due grandi gruppi di avvenimenti, l'entrata in scena dell'Islam al sud del mondo mediterraneo e la diffusione del cristianesimo tra i germani e gli slavi.
La conversione dei germani
La conversione dei germani comincia al tempo delle migrazioni dei popoli. Per primi furono convertiti al cristianesimo i visigoti; il loro vero missionario fu Wulfila, figlio di un goto e di una prigioniera di guerra cappadocese, il quale esplicò la sua attività dall'anno 341 in avanti per tutta una generazione come vescovo dei visigoti nella penisola balcanica. Dell'importanza spirituale di questo uomo è prova la sua traduzione della Bibbia in gotico, di cui esistono ancora frammenti (per esempio nel famoso «Codex Argenteus s in Upsala». II cristianesimo passò poi dai visigoti ai rimanenti altri germani dell'Est, ai vandali, ai burgundi, agli eruli, ai rugi e agli ostrogoti.
Poiché Wulfila aveva in Costantinopoli aderito all'arianismo colà dominante, i visigoti divennero tutti ariani. Per la successiva storia del cristianesimo in occidente fu decisivo il fatto che il più importante tronco di razza germanica, i franchi, aderirono non alla confessione ariana, bensì alla confessione cattolica. Nel Natale dell'anno 496 (?), Clodoveo, il fondatore del regno dei franchi nelle Gallie, riceve in Reims il battesimo. Sicuramente questa conversione fu dettata da ben meditati calcoli politici: l'adesione alla chiesa cattolica avrebbe dovuto portare all'accordo tra i franchi e la popolazione sottomessa delle Gallie e con ciò consolidare il regno dei Merovingi. II destino dell'arianismo germanico fu d'allora deciso; lo sviluppo della potenza dei franchi e i successi di guerra di Giustiniano in occidente, lo hanno nel sesto secolo sopraffatto, gli ariani furono distrutti o passarono al cattolicesimo.
Il secondo grande successo delle missioni cristiane fu la conversione dei pagani anglosassoni. Questi avevano, intorno all'anno 450, conquistato Ia maggior parte della Britannia, già provincia romana, e avevano a poco a poco ricacciati all'ovest dell'isola i britanni cristiani. II papa Gregorio I Magno (590-604) diresse la loro conversione al cristianesimo. Ma i preti romani per un certo periodo di tempo ebbero dei pericolosi emuli nei monaci irlandesi scozzesi. In Irlanda c'era una fioritura ecclesiastica di singolare stampo, senza strette relazioni con la chiesa continentale, una austera chiesa monacale. Per romperla nel modo più brusco col mondo, molti asceti irlandesi-scozzesi andavano in luoghi lontani e colà divenivano missionari. Cosi essi convertirono i picti e gli scoti di quella che più tardi fu la Scozia, cosi penetrarono anche tra gli anglosassoni, ma infine Roma ottenne la vittoria sopra la chiesa celtica.
La leggenda vuole che l'Irlanda sia stata evangelizzata da S. Patrizio nel 432. In realtà, a quella data, L’Irlanda era già in parte cristiana.
L'isolamento della chiesa celta dalla cristianità continentale spiega il perdurare in essa di particolarità locali e di un atteggiamento di indipendenza verso il papato. Uno dei rappresentanti più noti di quella antica chiesa e San Colomba il vecchio, fondatore del chiostro di Jona (563). La nuova chiesa anglosassone, in continuo contatto con Roma, fu illustrata da Beda il Venerabile (m. 735) con Ia sua Historia ecclesiastica gentis Anglorum.
Se il cristianesimo da una parte guadagnava nuovi giovani e forti popoli, d'altra parte, per l'avanzata dei maomettani, perdeva vasti domini. Quando l’Islam, nelle due potenti offensive del settimo secolo, sottomise la Siria, l'Egitto e il Nordafrica, il cristianesimo perdette le provincie, che accanto a Roma e all'Asia minore erano stati i centri più importanti dello sviluppo della chiesa. Al principio dell'ottavo secolo, l'Islam si rovescio attraverso il Nordafrica sull'Europa e conquistò la maggior parte della penisola Iberica: solo la vittoria del maggiordomo franco Carlo Martello presso Tours e Poitiers (732) pose per la prima volta fine alla marcia vittoriosa degli arabi. Nelle terre conquistate dagli arabi i cristiani svanirono subito. Nella Siria, nell'Egitto e nel Nordafrica, l'Islam ha, fino ai tempi moderni, mantenuto le sue posizioni; dalla penisola iberica invece esso fu respinto dopo una lotta secolare: nell' anno 1492 cadde Granata, I'ultimo regno maomettano su terra spagnola. Come nell'ovest l'ammassamento dell'esercito dei franchi, cosi in oriente le solide mura di Bisanzio arrestarono la violenta avanzata degli arabi. Per più di 750 anni l'impero romano d'oriente fu il baluardo del cristianesimo, finché con un dominio territoriale ridotto negli ultimi anni all'estremo, esso soggiacque, decrepito e disfatto, nell'anno 1453 al giovane popolo degli Osmani.