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Cristo è forse diviso?

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio… alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo” (1Co. 1:1-3).

…fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?...” (1Co. 1:10-16).

L’Apostolo Paolo ha scritto questa Lettera di rimprovero ai Corinzi circa 1960 anni fa. Egli aveva evangelizzato i Corinzi e fondato la Chiesa. Ma subito dopo la Chiesa si era divisa in “partiti”, ogni “partito” professava la sua appartenenza: “Io sono di Paolo; io, di Apollo; io, di Pietro, io, di Cristo, incurante dell’insegnamento del Vangelo che Paolo aveva annunciato loro.

Ai nostri giorni la situazione nel mondo “cristianizzato” non è cambiata. Le divisioni nell’area cosiddetta “evangelica”, è peggiorata rispetto a quella dei Corinzi all’interno della Chiesa, in quando in quel tempo, i Corinzi non avevano ancora ricevuto la Lettera di Paolo che li ammoniva, mentre ai nostri giorni abbiamo tutte le Lettere dell'apostolo.

La maggior parte dei “partiti” nati dopo la Riforma Protestante e che si fregiano del nome “evangelici”, non segue l’insegnamento apostolico, principalmente dell’Apostolo Paolo, ma coloro che decisero quale interpretazione si doveva dare a certi passi estrapolati dal contesto dell’ispirazione divina trasmessa per iscritto, esattamente come hanno fatto i Corinzi (da premettere come abbiamo già detto, che i Corinzi non potevano leggere la Lettera), ignorando di fatto l’esortazione rivolta ai Corinzi da Paolo: Cristo è forse diviso?

Paolo ha posto il fondamento della Chiesa: che è Cristo Gesù (1Co. 3:11; cfr. Mt. 16:18; Gv. 14:6; 1Ti. 2:5; ecc.), e ci esorta a costruire sul fondamento già posto, perché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto. Allora, come mai il mondo cristianizzato che ha queste testimonianze scritte è così diviso? La risposta è una sola: a causa della continua erosione della sola fede in Cristo Gesù.

1. Falsi apostoli e dottori

Gli avvertimenti degli Apostoli riguardo ai: falsi apostoli (2Co. 11:13,26; falsi fratelli (Ga. 2:4; falsi dottori (2Pi. 2:1; falsi profeti (1Gv. 4:1; ecc.), e alle opere della carne che sono: “fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio” (Ga. 5:19-21). Questi insegnamenti-esortazioni per molti che si definiscono credenti sono veri quando lo sono per i non credenti. Da notare che le divisioni sono inclusi in questa lunga lista. Purtroppo molti, anche tra coloro che si definiscono “evangelici” li hanno dimenticati o ignorati del tutto. Molti, come abbiamo già detto seguono il partito di appartenenza, senza curarsi della Parola di Dio ispirata e messa per iscritto.

Ora, se gli evangelici sono così divisi, nonostante sventolano tutti la stessa “bandiera”, vuol dire che nell’interpretazione della Bibbia vige l’ideologia del “partito”, che estrapolando dal contesto dei passi che si adattano a ciò che viene proposto come verità da difendere e professare, a prescindere.

Il Messaggio della Bibbia è chiaro: Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori (1Ti. 1:15). Questo è il Vangelo, la buona Notizia da annunciare (Ro. 10:16; Ga. 3:8; Eb. 4:2,6; 1Pi. 1:25), l’annuncio è la forma, Gesù Cristo il contenuto. Ogni credente in Cristo deve evangelizzare. Evangelizzare vuol dire annunciare Gesù Cristo ai peccatori, affinché per la potenza dello Spirito di Dio, essi possano venire a Lui.

2. Evangelizzare

E' abitudine diffusa e persistente, definire l'evangelizzazione non in rapporto al Messaggio presentato, ma all'effetto avuto sugli ascoltatori. Evangelizzare vuol dire annunciare un messaggio specifico: Cristo Gesù. Evangelizzare vuol dire presentare Cristo Gesù, il divino Figlio di Dio che si fece uomo, ad un certo momento della storia dell’umanità, per salvare la razza umana perduta. Evangelizzare vuol dire presentare Gesù Cristo Stesso, Salvatore vivente e Signore regnante. Evangelizzare significa annunciare Gesù Cristo come unica speranza, per questo mondo e per quello futuro (Gv. 14:1-6). Evangelizzare vuol dire esortare i peccatori ad accettare Gesù Cristo come loro Salvatore, riconoscendo che senza di Lui essi sono perduti nel senso più ampio e estremo. Evangelizzare equivale semplicemente a predicare il Vangelo, la buona Novella. E' un'opera di comunicazione in cui i cristiani si fanno portavoce del Messaggio divino di misericordia per i peccatori. Chiunque annunci fedelmente questo messaggio, in qualsiasi circostanza, in una riunione grande o piccola da un pulpito o durante una conversazione privata e in qualsiasi luogo sta evangelizzando.

3. Il Messaggio divino

Dato che il Messaggio divino raggiunge l'apice nella supplica da parte del Creatore del mondo ribelle affinché si converta ed abbia fede in Lui, la consegna del Messaggio dev’essere fedele, in quando implica l'invito agli ascoltatori alla conversione. Se non cerchiamo, in questo senso, di provocare la conversione, non evangelizziamo; e questo l'abbiamo già notato. Ma per sapere se realmente stiamo evangelizzando, non è tanto il chiedersi se ci siano state conversioni dopo la nostra testimonianza. E' piuttosto il domandarsi se il messaggio del vangelo è stato annunciato con fedeltà.

Nell’esortare Timoteo, Paolo gli dice: “Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù, e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri” (2Ti. 2:1,2); “Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità” (2Ti. 2:15; cfr. 1Co. 4:1,2). “Ti scrivo queste cose sperando di venir presto da te, affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1Ti. 3:14,15). La Scrittura è la colonna e ilsostegno della verità, essa è “la fonde della nostra salvezza…sufficiente da sola a suscitare la fede in Cristo Gesù (Ro. 10:14-17). Cristo è la Verità (Gv. 14:6).

“A colui che può fortificarvi secondo il mio vangelo e il messaggio di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che fu tenuto nascosto fin dai tempi più remoti, ma che ora è rivelato e reso noto mediante le Scritture profetiche, per ordine dell'eterno Dio, a tutte le nazioni perché ubbidiscano alla fede, a Dio, unico in saggezza, per mezzo di Gesù Cristo sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen” (Ro. 16:25-27).