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Marcione nella gnosi

Marcione, nella gnosi, ha un posto a parte. Egli si astiene dalle speculazioni cosmogoniche, ed ha un solo problema: dimostrare che il Dio d'amore rivelato da Gesù Cristo non può essere la stessa persona che il Dio Creatore dell'Antico Testamento.

Il cristianesimo è stato una religione veramente nuova, perché è la rivelazione di un Dio ignoto (nascosto) fino alla venuta di Gesù: il buon Padre, che volentieri perdona, che non condanna, che ama e salva, anche a costo di sofferenza. Ma il responsabile del mondo materiale è il Demiurgo, il duro e severo Jahvè degli Ebrei, che tiene le sue creature sotto la ferula della «legge», e punisce e condanna. Egli non è malvagio, ma soltanto giusto, di una dura giustizia dispotica; ed è bellicoso, conduce il suo popolo in guerre di sterminio. Marcione elabora la contrapposizione di queste due divinità in un'opera perduta: le Antitesi. E, persuaso che il primitivo messaggio di Gesù è stato scientemente adulterato dagli apostoli giudeo-cristiani, si propone di fare un'edizione critica degli scritti che sono tramandati nel loro nome: e pubblica un volume comprendente il solo Evangelo di Luca e le epistole di Paolo ai Calati, Corinzi, Romani, Tessalonicesi, Laodicesi (Efesini) Colossesi, Filippesi. Questo volume, che a sua intenzione doveva essere la regola (il canone) dell'autentico cristianesimo, era stato da lui espurgato da tutte le allusioni al Vecchio Testamento, da lui considerate come interpolazioni.

Il marcionismo fu più pericoloso per la Chiesa che i cenacoli gnostici, perché si costituì come anti-chiesa, con un ordinamento episcopale, e fece una grande propaganda.

Le comunità avvertirono chiaramente la estraneità di queste idee pel cristianesimo, perciò espulsero da sé lo gnosticismo quale movimento eretico e si misero d'accordo su ciò ch'era necessario credere pe essere cristiani. Così sorsero le tre regole della fede ortodossa: il simbolo apostolico del battesimo, il canone apostolico e l'episcopato apostolico. In seguito, chiunque andava contro queste norme era espulso dalla chiesa come eretico.

Probabilmente la cristianità possedeva già prima della crisi gnostica una confessione di battesimo. Essa costituisce la forma primitiva del nostro Simbolo apostolico e probabilmente in Roma veniva espressa così: «Io credo in Dio Padre, l'Onnipotente. E in Gesù Cristo, suo unigenito figlio, nostro Signore, nato dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria, crocefisso e sepolto sotto Ponzio Pilato, risuscitato al terzo giorno dai morti, salito in cielo, sedente alla destra del Padre, donde deve venire a giudicare i vivi e i morti. E credo nello Spirito Santo, nella santa chiesa, nella remissione dei peccati e nella resurrezione della carne». L'origine di questa confessione è oscura.

La seconda «regola cattolica», il canone neotestamentario che fu posto accanto al Vecchio Testamento con pari validità, ebbe origine probabilmente tra gli anni 140-200. Mentre i singoli scritti neotestamentari sono prodotti del cristianesimo primitivo, l'averli raccolti insieme in un volume unico e la loro canonizzazione è opera del secondo secolo. Per qualche tempo, le chiese delle diverse province ebbero un canone alquanto diverso tra loro; così in occidente la Lettera agli Ebrei e in oriente l'Apocalissi di Giovanni hanno raggiunto solo più tardi valore canonico.

La terza «regola» era la carica episcopale. La chiesa insegnava che l'episcopato poggia sulla trasmissione apostolica e gli individui che ne sono investiti sono i successori degli Apostoli, i portatori dello Spirito Santo e difensori della pura tradizione apostolica.

Col cambiamento del primitivo cristianesimo in chiesa cattolica lo sviluppo del cristianesimo non si arrestò. La chiesa intorno al 200 ha già in sé una impronta cattolica, ma è in molte cose diversa dal cattolicismo del medioevo o da quello del tempo della Riforma e da quello presente; perciò viene chiamata vecchio cattolicismo. Lo sviluppo e la trasformazione della chiesa continuano anche dopo la fine del secondo secolo.

Così il culto dei santi ebbe origine nel secondo o terzo secolo, il monachesimo tra la fine del terzo secolo e il quarto, il papato romano, l'adorazione di Maria, il culto delle immagini nel quinto secolo; il dogma della Trinità fu fissato nel quarto secolo, il dogma cristologico nel quinto secolo ; il dogma della transustanziazione, come l'obbligo della confessione auricolare ha origine nel tredicesimo secolo, la preghiera del rosario nel tredicesimo e, nell'attuale forma, nel diciassettesimo secolo ; la dottrina dell'infallibilità del papa è stata elevata a dogma soltanto nel 1870.